In natura esistono diverse varietà di Paulownia: c’è la Tomentosa, l’Elongata, la Kawakamii, la Fortunei, la Catalpifoglia, la Shan Tong, la Fargesii, la Taiwaniana, l’Elongata ecc. Ognuna di loro, dal punto di vista filogenetico, presenta determinate caratteristiche.

Necessario ricordare che la Paulownia in Europa è presente da secoli, principalmente utilizzata per scopo ornamentale, mentre da millenni coltivata in varie parti del mondo. Addirittura molte città hanno impiegato proprio la Paulownia nei propri viali e parchi.

Da poco meno di un secolo anche in Europa si è scoperto l’elevato potenziale in termini ambientali e del legno, quindi come albero multifunzione. Tuttavia non bisogna farsi trarre in inganno: a livello Europeo infatti la Paulownia Spp. (quindi anche la varietà Tomentosa) non è considerata a tutti gli effetti una specie infestante, tant’è che alcune stati, regioni, anche Italiane, erogano contributi per la silvicoltura e non solo, tra i quali rientra la stessa Paulownia. Occorre però ribadire un aspetto molto importante: noi, per le attività svolte, impieghiamo ibridi non infestanti tra diverse varietà di Paulownia, i quali sono normalmente sterili, non invasivi, caratteristica confermata grazie alla collaborazione scientifica con i migliori enti di ricerca ed esperti internazionali, università che hanno svolto ricerche su queste piante.

Sono infatti degli ibridi ottenuti per micropropagazione, che hanno i semi sterili, quindi che non possono essere considerati infestanti.

La micropropagazione o coltura “in vitro” di tessuti vegetali è una tecnica vivaistica utilizzata per la propagazione vegetativa di piante, senza alterarne il patrimonio genetico (NO Ogm). Leggi di più su questa tecnica.

Le piante sono quindi prodotte da laboratori specializzati, in determinate condizioni ambientali (sterilità, umidità, T°, luce ecc) e con uno specifico terreno come substrato, formato inizialmente da agar-agar con nutrienti e poi successivamente traferiti in alveoli via via più grandi (ricordiamo poi che la moltiplicazione delle piante può avvenire in diversi modi: per seme, per talea, per innesto, per margotta, per micropropagazione ecc).

In ogni caso, occorre fare un’ulteriore precisazione: spesso si usa il termine “infestante” in modo improprio, in quanto la sua definizione è di una pianta/erba che non presenta alcun valore per le produzioni agricole e che si diffonde nei coltivati danneggiando le altre colture e sottraendogli acqua, luce, spazio prendendo il sopravvento. La Paulownia (anche la varietà Tomentosa, oltre agli ibridi già sopra descritti) ha semi che richiedono particolari condizioni difficilmente replicabili in natura, quindi le occasioni di germinazione sono davvero molto rare e soffrono la normale competizione.

Inoltre, la Paulownia ha tutt’altro che “scarso valore per le produzioni agricole”: è infatti un albero che può fornire molto in questo ambito, tanto che in Italia con apposito Decreto Ministeriale, è stata inserita tra le specie impiegabili in definizione di Bosco Ceduo a rotazione rapida. Occorre poi segnalare che la Paulownia ha davvero notevoli caratteristiche positive per l’ambiente, per l’agricoltura e gli animali, essendo considerato inoltre un albero maestro nei sistemi agroforestali, dimostrando che non toglie nulla alle altre coltivazioni ma anzi, dona supporto migliorandone le rese. Leggi qui le principali proprietà della Paulownia.

Dunque, nell’ambito delle attività portate avanti, dei progetti realizzati e delle coltivazioni, oggi, impieghiamo solo ed esclusivamente piante sicure e non infestanti!

 

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